Archivio mensile:novembre 2014

Manuale di Grafologia dinamica

COPERTINA GRAFOLOGIA DINAMICA 3D shortNell’ambito della scienza grafologica, questo è il primo Manuale di Grafologia dinamica. Se escludiamo i Trattati di Girolamo Moretti e alcune pubblicazioni di N. Palaferri, il mercato editoriale, in questo specifico segmento, non annovera alcuna pubblicazione.

L’autore di questo saggio disponibile oltre che in versione stampata, anche in ebook, annota quanto carente sia la bibliografia relativa alla Grafologia dinamica, la quale tratta in maniera approfondita gli aspetti psicologici dei vari segni grafologici e le sue profonde implicazioni caratteriali e temperamentali.

Proprio per questo – afferma ancora l’autore – a beneficio di tutti gli studenti e appassionati di Grafologia, ci è sembrato utile riunire e sistematizzare in un unico Manuale tutti gli aspetti della Grafologia dinamica, ovvero le relazioni e interazioni che sussistono tra il significato psicologico, caratteriale e attitudinale dei segni grafologici e le sue profonde motivazioni.

Nella seconda parte del libro si affronteranno invece le implicazioni grafologiche in ordine ai tratti caratteriali e di personalità secondo la semiotica grafologica morettiana.

“Quando molti anni fa frequentavo i corsi di specializzazione per conseguire il diploma di Consulente grafologo – annota Giuseppe Amico – ricordo che mi avrebbe fatto molto comodo un testo come questo.

Mi chiedevo se il mercato editoriale offrisse allora qualcosa di utile ai miei studi ma purtroppo, esclusi alcuni libri di Palaferri e di Moretti, non vi erano pubblicazioni che approfondivano le motivazioni psicologiche dei segni grafologici”.

L’autore sottolinea che il testo è la sintesi della sua esperienza come Grafologo e la rielaborazione dei suoi appunti presi durante i corsi di specializzazione da lui effettuati.

Si tratta di un testo ricco di numerosi spunti e che tratta in modo approfondito, oltre che le motivazioni psicoattitudinali, anche i tratti della personalità che scaturiscono dall’interazione tra i vari segni grafologici di una scrittura.

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Note sull’autore:

Giuseppe Amico (Beppe Amico), giornalista pubblicista e saggista, Consulente Grafologo, Perito Calligrafo Consulente di marketing e strategia aziendale. Ha collaborato con case editrici, agenzie di pubblicità e centri di produzione audio video in qualità di producer e doppiatore radio-tv.

Ha pubblicato 20 libri, alcuni dei quali best seller. Tra le opere più importanti “Padre Pio – il frate dei miracoli” (Reverdito edizioni 1995), “Grafologia – Analizzare i segni della scrittura per comprendere personalità e attitudini” e “Guida al franchising” (Bruno editore 2010 – 2011), “Apri il tuo negozio – crea la tua impresa” (Simplicissimus book farm 2012).

Cos’è la Grafopatologia? – Rilievi peritali in Perizia calligrafica

Cos’è la Grafopatologia? – Rilievi peritali in Perizia calligrafica

La grafopatologia è una branca della grafologia che permette di individuare, attraverso l’analisi della grafia manoscritta, segni clinici di alterazione psichica o somatica che si siano già instaurati in modo circostanziale, prolungato o definitivamente. La sua applicazione rende possibile seguire il corso delle malattie fisiche e psichiche e valutare i progressi di un trattamento applicato dai medici.

I suoi effetti permettono di osservare anche altri aspetti:

Accertare alterazioni emozionali normali o patologiche che siano momentanee, prolungate o definitive (croniche).

Osservare i miglioramenti o viceversa i peggioramenti prodotti nel corso di una malattia a partire dagli allineamenti scritturali di una persona.

Determinare la patologia della personalità dell’autore di uno scritto e le sue possibili alterazioni psichiche nel momento della stesura della scrittura.

Stabilire la presenza di segni grafici compatibili con la tendenza a delinquere dei sospettati e/o provare con buona probabilità il colpevole in ambito criminologico.

Accertare i segni grafici di appropriazione indebita e di sindromi scritturali di delinquenza come base preventiva in luoghi di rischio economico o finanziario.

Utilizzere la scrittura come test di valutazione per il controllo della personalità, accertando i segni normali e anormali nella scrittura autografa.

Chiarire la struttura della personalità autrice di scritti anonimi.

Collaborare con professionisti della salute (medici, psicologi, psichiatri) della giustizia (giudici, avvocati) e delle scienze sociali (sociologi, antropologi) come specialisti nella patologia scritturale.

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 PRESUPPOSTI MEDICI E PSICHIATRICI DELLA GRAFOPATOLOGIA

L’utilizzo della scrittura per determinare la presenza di determinate patologie non è qualcosa di alieno alla medicina e alla psichiatria.

Di fatto i testi segnalano l’evoluzione di certe particolarità della scrittura come segnali di orientamento nella diagnosi, permettendo di dedurre l’inizio o l’avanzamento di un alterazione psichica o fisica. Leggiamo:

Medicina Interna di Farreras e Rozman; Edizioni Harcourt-Brace, Madrid:
“la scrittura dei pazienti con afasia di comprensione, hanno una buona calligrafia che però è piena di errori di parola o di sillaba”, “nei pazienti con afasia di espressione, la scrittura possiede lettere scritte male e in genere tutta la calligrafia non si presenta bene ed è piena di errori”, “l’esame della scrittura permette di differenziare le afasie di comprensione, da quelle di espressione (Pag. 1399)”.
Nelle sindromi cerebrali, e come un segno di questa alterazione, “la scrittura sarà titubante, con lettere anomale e irregolari” (Pág. 1403).
Nelle malattie come il Morbo di Parkinson “l’ampiezza dei movimenti diminuisce, e come conseguenza la scrittura si rimpicciolisce (micrografia) e si trasforma in un atto penoso e lento aggravato anche dai tremori” (Pág. 1491).

Trattato di Psichiatria, di Henri Ey, P. Bernard e Ch. Brisset; Ed. Masson, Barcelona:
“il tremore, che può essere generalizzato, è inseparabile dai movimenti disartritici, e comprende anche i movimenti della scrittura che hanno inizio con piccole ondulazioni dei tracciati grafici…” (Pág. 753). 

Trattato elementare di psichiatria, di Aniceto Figueras e León Zimman; Ed. Lopez & Etchegoyen; Buenos Aires
“tutti i movimenti mentali che provocano tremori nelle estremità (paralisi genrali, confusione mentale), etc. hanno come conseguenza una scrittura tremolante che permette in alcuni casi di capire subito davanti a quali tipi di malattie ci si trovi”. “Negli stati maniacali la scrittura evidenzia anche uno stato di esaltazione psichica, i caratteri grafici sono grandi, disuguali, disomogenei…”. “I melanconici dirigono la loro scrittura verso il basso. I mentalmente insatbili adottano una scrittura di tipo infantile e le demenze senili hanno la caratteristica della scrittura tremolante, però il tremore è fine, a differenza di ciò che accade in quella dei paralitici dove il tremore è più ampio” e si riconosce che “le perturbazioni del linguaggio scritto hanno dato luogo a numerose osservazioni su quelle scritture che non abbiamo osservato nei dettagli; solo diremo che Mira e López segnalano che solitamente procedono a quelle dell’orale, dato che si deve tenere in considerazione nelle forme di inizio della diagnosi difficili, che possono facilitare l’insorgenza di sintomi di valore reale” (Pág. 134).

Vediamo poi che il concetto di scrittura è un complesso meccanismo psicofisiologico che riflette tanto l’organizzazione del sistema nervoso centrale come le strutture dell’essere cosciente in relazione con l’incosciente è un atto rigorosamente comprovato dalla scienza, essendo questo il concetto di base sul quale si appoggia la grafopatologia.

PRESUPPOSTI STORICI DELLA GRAFOPATOLOGIA

 

Tra i numerosi grafologi che hanno studiato i fenomeni della scrittura legati alle malattie visualizzabili con la scrittura (GRAFOPATOLOGIA) possiamo ricordare Ludwig. Klages, che nel 1886 fu il primo a formulare la teoria dei disturbi psicofisici nella scrittura. Rogues de Foursacs, che nel 1905, inizia l’investigazione nell’area grafopatologica medica pubblicando “Les ecrits et le dessin dans les maladie nerveuses et mentales”. Dr. Roberto Saudek, cecoslovacco, pubblica nel 1925, in Inghilterra, “Psicologia della scrittura” e, nel 1928, “Experiments with Hardwriting”, esponendo in quest’opera che la pressione della mano sul dito, muove la carta non intenzionalmente, causando alterazioni nel grafismo e investigando i segni di sincerità e di non sincerità nella scrittura.

Testo spagnolo tradotto in italiano da Giuseppe Amico. Versione spagnola disponibile su:http://www.grafopatologia.com/

Esami documentali e merceologici su carta e inchiostri

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In questa sezione vi presentiamo una breve carrellata dei principali esami documentali e merceologici su carta e inchiostri che è possibile effettuare sulle scritture.

Nella casistica peritale gli esami documentali più diffusi sono: rilievo di solchi ciechi, scolorinature, cancellature, ripassi, ricalchi, interpolazioni, composizioni; queste ultime possono essere fatte con strumentazioni informatiche (computer e programmi di grafica digitale). Le altre solitamente a mano e con mezzi come gomme, bianchetti, acidi, solventi e altre sostanze chimiche.

Gli strumenti più diffusi per il rilievo delle anomalie sulla carta e sugli inchiostri sono: le semplici lenti contafili, il microscopio stereoscopico manuale o da tavolo, la lampada ad infrarossi e la lampada wood.

Menzione a parte merita l’analisi della sovrapponibilità temporale dei tratti grafici che viene rilevata con un esame specifico chiamato “olografia conoscopica”.

Il saggio grafico in Perizia Grafologica Forense

anonimaQuesto articolo presenta l’importanza che riveste il saggio grafico in Perizia Grafologica Forense e di quanto accuratamente debba essere preparato dal perito grafologo che si accinge a lavorare sulle grafie.

Il saggio grafico costituisce invece la scrittura di comparazione usualmente vergata in data posteriore al documento in esame. Tale redazione deve essere dettata e non copiata; nel corso della sua stesura occorre che sia rispettata l’omogeneità dell’ambiente grafico (stesso tipo di carta e analogo spazio dell’atto oggetto d’esame) e che siano usati gli stessi mezzi scriventi. Occorrerà poi che il dettato sia prolungato affinché l’indagato, oppure la persona sottoposta all’esame, possa cedere ai suoni naturali impulsi; sarà necessario infine richiedere che lo stesso scriva in caratteri diversi: stampatello, corsivo e maiuscolo.

Anche la conoscenza dello stato psicofisico del soggetto ha la sua importanza, agli effetti dell’indagine grafica. È indispensabile conoscere l’età, il sesso e la professione dell’individuo che ha compilato lo scritto oggetto di verifica, e sapere d’eventuali malattie o altre cause che possono avere prodotto turbative tali da modificarne o alterarne la grafia. Nella scrittura vergata da un soggetto anziano ed indigente, tipica di un testamento olografo, per esempio, la genuinità dello scritto può essere documentata mediante comparazione con scritture preesistenti, dalle quali si possono rilevare le caratteristiche che non cambiano pur nelle precarie condizioni sopra enunciate.

Il saggio grafico, sempre laddove possibile, integrato da altri scritti certamente vergati dal soggetto, secondo il codice di procedura penale, può essere acquisito sia dal magistrato che dalla polizia giudiziaria. In aggiunta, è da porre l’accento sul fatto che l’effettuazione di un saggio grafico da parte della persona sottoposta procedimento giudiziario può produrre una scrittura anche notevolmente difforme da quella veramente scritta dallo stesso soggetto. Questo perché egli è sottoposto ad un notevole stress, che può irrigidire la traccia della scrittura, far variare la velocità e, di conseguenza, anche la pressione della manovra grafica.

Fonte: “L’analisi, le ricerche su scritture e la comparazione grafologica
nelle indagini e nel procedimento giudiziario” del dott. Lelio Cassettari
Isp. Capo della Polizia di Stato.

Per chiedere un preventivo su una perizia grafologica chiamate lo 0532 869696 o il 335 6158695.

Falsificazioni e contraffazioni in perizia grafica. Cosa fa il perito calligrafo?

Questo articolo sul tema “Falsificazioni e contraffazioni in scrittura” presenta l’operato professionale del perito calligrafo che lavora sulle scritture. Falsificazioni e contraffazioni in perizia grafica. Cosa fa il perito calligrafo?

TESTAMENTI – ASSEGNI, SCRITTURE PRIVATE, LETTERE ANONIME…

inchiostroIn questo articolo, apparso su un periodico trentino di salute e benessere nel 2004 tratteremo un argomento importante per tutti coloro che per professione o per interesse hanno a che fare con i vari tipi di falsi in scritture. Sintetizzeremo in queste poche righe le numerose casistiche di contraffazioni possibili nelle scritture con qualche esempio grafico esplicativo.

Innanzitutto che cosa si intende per falso scritturale in GRAFOLOGIA PERITALE O GIUDIZIARIA? Che cos’è una consulenza peritale su scritture?

La consulenza peritale riguarda lo studio e l’analisi comparativa di scritti e il rilevamento di falsi o contraffazioni su assegni, testamenti, manoscritti, titoli di credito, contratti, scritture private oltre all’individuazione di autori di eventuali scritti anonimi. E’ svolta dal perito grafologo il quale redige una relazione chiamata perizia grafologica o perizia calligrafica.

Sono necessari degli esperti in questo campo di indagine perché non è possibile giudicare sulla autenticità di uno scritto ad occhio nudo (ictu oculi) perché più spesso di quanto si pensi i falsari riescono a produrre firme o scritture esattamente identiche alle originali.

E’ stato infatti verificato che è possibile l’imitazione perfetta. Un perito grafologo dopo un lungo periodo di esercitazione sul movimento (il ductus), il ritmo, l’erogazione pressoria e altri indici grafologici, è riuscito a riprodurre perfettamente la firma di un altro soggetto.

Questo suggerisce a tutti coloro che si occupano di perizie su scritture di prestare particolare attenzione agli elementi minimi, in grafologia detti tratti parassitari, o gesti fuggitivi, a quegli elementi grafici che sfuggono all’eventuale attenzione del falsario e che sono rilevanti al fine del giudizio attributivo di identità o non identità di mano.

Le tecniche di falsificazione oggi sono numerosissime, specialmente dopo l’avvento dell’era dei computer e di quella digitale, perché le contraffazioni di firme su assegni, documenti, scritture private, testamenti, ecc. possono avvenire anche con l’ausilio di strumenti informatici.

Sarebbe troppo lungo elencare le varie tecniche di falsificazione e ci limiteremo perciò a dire che gli addetti ai lavori e cioè i periti grafologi o i consulenti tecnici d’ufficio (CTU iscritti in albi speciali presso i tribunali o le Camere di Commercio) e i consulenti tecnici di parte (CTP) talvolta possono trovarsi in serie difficoltà nello smascherare un eventuale contraffazione soprattutto se per la consulenza tecnica vengono forniti insufficienti scritture di comparazione, o se i documenti da periziare vengono rilasciati in fotocopia.

Per redigere una corretta perizia grafologica è indispensabile seguire una precisa metodologia peritale. E quello che prima di tutto è necessario guardare di una scrittura, sia nella fase della prima osservazione che in quella del confronto, è il gesto grafico nella sua totalità (ritmo, pressione, forma, movimento).

Vi sono differenti metodologie peritali. Noi vi parleremo del metodo grafico-grafologico italiano usato dalla maggior parte dei grafologi.

All’alba del suo cammino, la perizia grafica conosceva un unico metodo. Quello calligrafico che veniva impiegato per identificare falsi e contraffazioni nelle scritture. Erano i calligrafi ad occuparsi dell’indagine. Ma questi non erano esperti di scrittura ma solo scrivani che curavano l’esercizio della bella scrittura e l’estetica del gesto grafico. Erano esperti di composizioni letterarie, di libri e manoscritture, insegnanti di bella scrittura. Ora sono quasi completamente scomparsi, anche se qualcuno esiste ancora, soprattutto nel sud Italia.

I periti grafologi di oggi, gli esperti di gesto grafico con specifiche conoscenze di grafologia dinamica, hanno da sempre criticato l’attendibilità del lavoro dei calligrafi, perché questo teneva conto solo degli aspetti formali di una scrittura. In realtà l’analisi e la comparazione di scritti al fine del giudizio di identità è molto più complesso ed articolato.

Sono, come detto soprattutto gli aspetti sostanziali che debbono essere messi in luce: piccoli gesti, ganci, punteggiatura, puntini delle I, tratti aerei, gesti fuggitivi che sono quelli che maggiormente sfuggono al controllo cosciente e che un eventuale falsario non riuscirebbe ad imitare perfettamente.

Il metodo di indagine grafico-grafologico si differenzia dalle altre metodologie, per il fatto che da valenza alla eziologia, alle cause psicologiche e neurofisiologiche della personalità nell’intento di tracciare un quadro dinamico.

Noi sappiamo che in perizia grafologia peritale, per normativa e disposizione, non è possibile fare descrizioni di personalità. Nel momento in cui facciamo perizie grafiche non siamo abilitati a enuclearne aspetti psicologici.

Allora a che serve essere grafologi quando si redige una perizia grafica?

Il grafologo riesce ad avere cognizione approfondita della matrice neuropsicologica e sociale e persino delle interazioni che avvengono nell’ambito del gesto grafico. Egli può conoscere gli aspetti psicodinamici della personalità ma non li utilizza dal punto di vista peritale, ma solo nel confronto finale come conferma o smentita di quelle convinzioni che è andato facendosi nel corso dell’indagine.

Per realizzare una perizia fedele ed attendibile, oltre che corretta dal punto di vista metodologico, l’ideale sarebbe avere a disposizione molte scritture comparative. Purtroppo però questo non accade molto di frequente e il perito calligrafo è costretto a lavorare su pochi documenti di comparazione.

Spesso la difficoltà maggiore è quella di reperire idonei strumenti di comparazione sia per coevità, che per omogeneità.

Per Consulenze professionali su firme, testamenti olografi, lettere anonime, documenti chiamare: 0532 869696 o il 335 6158695.

Ecco i vari tipi di consulenza: perizia calligrafica, perizia grafologica, perizia grafica

In questo articolo vi presentiamo come il perito grafologo interviene nei vari tipi di consulenze che sono essenzialmente: la perizia calligrafica, la perizia grafica, la perizia grafologica. Ecco i vari tipi di consulenza: perizia calligrafica, perizia grafologica, perizia grafica.

La perizia grafologica o perizia calligrafica come più comunemente viene definita, è lo studio comparativo tra uno o più scritti contestati e le scritture autografe del soggetto o dei soggetti sospettati di esserne gli autori.
Nel corso dei decenni, alla luce dell’esperienza e dell’evoluzione della grafologia forense, sono state elaborate delle metodologie peritali per stabilire la paternità degli scritti in verifica attraverso il rilievo di elementi di natura probatoria, altamente individualizzanti e personali quali i parametri del ritmo grafico, della pressione e del gesto fuggitivo.

Il perito grafologo che indaga sugli scritti, analizza inoltre altri elementi di natura sostanziale quali i collegamenti, la dinamica dei tracciati grafici, la punteggiatura, gli ingombri spaziali, le pendenze, gli assetti sul rigo, ecc. al fine di giungere ad una conclusione di certezza o di probabilità attributiva.

Si impone però una precisazione, quella di stabilire la differenza che intercorre tra la grafologia tradizionale e la perizia grafologica. Una prima definizione che risponde ad hoc ai criteri di distinzione tra le due discipline che fanno parte della stessa scienza, è quella fornita dall’enciclopedia interattiva Wikipedia, la quale annota che: “…la grafologia si occupa della personalità del soggetto, mentre la perizia calligrafica è una comparazione scientifica di segni grafici allo scopo di stabilirne giudizialmente l’autenticità e la riconducibilità all’autore…”.

Alla perizia grafologica si ricorre frequentemente in ambito giudiziario per stabilire l’autenticità, la contraffazione o la paternità di scritti quali firme, documenti, lettere anonime, testamenti olografi.

Le metodologie peritali di redazione di una perizia grafica traggono origine dalle teorie scientifiche delle varie scuole. Molto diffusa è la metodologia italiana di Girolamo Moretti ma larga applicazione trovano anche le metodologie francesi e quella marchesaniana, quest’ultima in particolare per i suoi studi statistici applicati alla grafometria.

E’ opportuno però sottolineare che chi si occupa di grafologia peritale applica una pluralità di metodi che talvolta confluiscono e si integrano uno con l’altro. Questo dipende dalla natura del quesito e dallo studio che deve essere condotto sui campioni di scrittura da verificare.

Nella sua fase iniziale l’analisi grafologica peritale (perizia calligrafica) prevede l’espletamento di una serie di esami preliminari sugli inchiostri, la carta e i supporti scrittori. Questi rilievi, detti anche merceologici, sono necessari al fine di escludere fin dal principio eventuali manomissioni e contraffazioni dovute a operazioni meccaniche, le quali possono invalidare l’efficacia di un atto pubblico o privato, di un testamento, di un contratto, ecc.

Gli esami merceologici o strumentali possono far emergere eventuali contraffazioni e manomissioni dei documenti attraverso scolorinature, cancellazioni, abrasioni, collage o fotoritocchi con programmi di grafica al fine di riprodurre imitazioni per ricalco, per trasparenza, per interpolazione, trasposizione, cancellatura e ritocco ad hoc di parti scritte successivamente alla prima compilazione. Si può ad esempio stabilire se una scrittura è stata vergata con più attrezzi scrittori o in epoche diverse, le varie caratteristiche degli inchiostri, dei tipi di carte, ecc..

Ed ecco i vari tipi di consulenza grafologica giudiziaria:

Accertamenti su firme, testamenti olografi, lettere anonime, documenti manoscritti, contraffatti o alterati, Grafopatologia e incapacità di intendere e volere, Documentoscopia ed esami merceologici di carte e inchiostri, Datazione di documenti manoscritti con esame chimico degli inchiostri, Sovrapponibilità dei tratti con olografia conoscopica, Rilevazione di solchi ciechi in scritture cancellate, Esami grafologici documentali con ultravioletto, infrarosso, luce radente, Scansione di documenti ad alta definizione, digitalizzazione macrofotografie e dettagli grafici da esibire in giudizio, Difese tecniche di parte attrice e convenuta, Perizie grafologiche documentali, Controdeduzioni a perizie d’ufficio, Operazioni peritali, servizi fotografici e trasferte.

Alcuni dettagli sui vari tipi di consulenza:

Consulenza verbale (parere verbale): espresso verbalmente dopo l’espletamento dei rilievi peritali sulle scritture contestate e sulle comparative. Indicato per orientare il committente nella strategia difensiva da adottare o per ottenere un primo parere sui margini esistenti per l’inizio di un eventuale causa che debba sostenere l’autenticità o l’apocrifia di una scrittura.
Consulenza sintetica (non motivata): breve relazione scritta con le conclusioni peritali a cui è giunto il perito dopo l’espletamento delle indagini sulle scritture contestate e le comparative di raffronto.
Consulenza o parere motivato: relazione tecnica più articolata che prevede una sintetica descrizione delle indagini svolte e le conclusioni peritali a cui è giunto il consulente esperto in grafologia giudiziaria, unitamente alle motivazioni tecniche, grafologiche o extragrafologiche a sostegno della tesi di autenticità o di apocrifia.
Perizia pro-veritate: con questo termine vengono designate in genere le perizie realizzate prima dell’inizio della causa redatte per dimostrare una determinata conclusione peritale (autenticità o apocrifia dei documenti in verifica).
Perizia stragiudiziale (prima della causa): consulenza o relazione tecnica realizzata da un esperto in grafologia giudiziaria per conto di studi legali, aziende, agenzie investigative, enti o privati prima dell’inizio di una causa. Può essere la tappa successiva alla consulenza verbale o sintetica che ha stabilito l’apocrifia o l’autenticità delle scritture in verifica.
Perizia calligrafica o Consulenza tecnica grafologica: relazione redatta dal consulente tecnico che stabilisce la paternità di uno scritto contestato (firma, testamento olografo, lettera anonima, ecc.) attraverso il confronto fra le grafie in verifica e le comparative. Questa consulenza è corredata da dimostrazioni e illustrazioni a sostegno della conclusione di autenticità o di apocrifia a cui è giunto il perito. E’ generalmente divisa in 5 parti:

1) Esposizione del quesito, descrizione del caso e della metodologia adottata nel corso dell’indagine peritale.
2) Rilievi strumentali e documentali (su carta, inchiostri, ecc.). Solo in presenza di documenti originali.
3) Esame e descrizione delle scritture in verifica e delle comparative.
4) Confronto tra scritture contestate e comparative.
5) Conclusioni peritali.

A cura di Giuseppe Amico (Consulente e perito grafologo ai sensi della Legge n. 04/2013).
Autore di: “Grafologia, analizzare i segni della scrittura per…” (Bruno editore Roma 2010)

Tecniche documentali usate in grafologia forense

5Nell’articolo che segue vi proponiamo le Tecniche documentali usate in grafologia forense. E’ un brano di una tesi di diploma di Marco Perlo tenuta nel 2007-2008.

Un documento mostra numerose informazioni in parte da attribuire alle caratteristiche merceologiche dei materiali che lo compongono, in parte da attribuire alla soggettività dell’autore e in parte da ricondurre alle tecniche dei mezzi impiegati per la sua realizzazione. La componente manoscritta del documento, testo o firme, permette un’identificazione delle informazioni della soggettività dell’autore. L’approccio analitico invece permette di prendere in considerazione la natura dei principali componenti quali carta e inchiostri o di qualsiasi altra evidenza, anche in traccia, rilevabile sul documento stesso, al fine di trarre informazioni relative alle caratteristiche merceologiche e alla sua modalità di realizzazione. Da ciò è possibile derivare un giudizio sull’omogeneità del documento e trarne la congruità di questo con le presunte date o fonti di origine.

L’insieme delle indagini che prendono in considerazione tutti gli aspetti di un documento viene definito nei paesi anglosassoni con il termineQuestioned Documents Examination ad indicare tutto il campo dell’analisi grafica, non solo della scrittura. L’esame di un documento è pertanto la verifica dei seguenti punti:

 – Identificazione di firme, manoscritti, dattiloscritti e stampati;

– Distinzione tra imitazione fraudolenta e documento genuino;

– Evidenziazione di parti aggiunte o sostituzioni al documento;

– Recupero e interpretazioni di parti di documento cancellate o mascherate;

– Verifica della congruità tra invecchiamento del documento e data riportata sullo stesso.

 Una regola fondamentale a spiegazione di queste tecniche di analisi è la Frey Rule del 1923 la quale stabilisce che “condizione indispensabile perché i risultati ottenuti dall’applicazione di una tecnica analitica costituiscano una prova valida è che il principio scientifico alla base della tecnica stessa sia sufficientemente consolidato da essere generalmente accettato nei particolari ambienti scientifici ai quali si riferisce”.

Nello specifico la caratterizzazione dei tratti inchiostrati di un documento ha una duplice finalità: da un lato definizione dei materiali impiegati per la produzione delle scritture, dall’altro la loro collocazione temporale. Quindi esistono due tipi di approcci al problema:

Approccio statico: si basa sulla ricerca di elementi non legati agli aspetti temporali quindi si prendono in considerazione parametri che rimangono invariati dal momento della produzione della scrittura e consentono quindi di stabilire una correlazione temporale tra le diverse parti che compongono il documento. Un esempio possono essere le scritte prodotte mediante l’impiego di mezzi scrittori o tipi di carta che, alla data presunta di produzione del documento, non risultavano ancora disponibili in commercio.

I fabbricanti di carta e inchiostri dovrebbero pertanto marcare, anno per anno, i loro prodotti in modo specifico grazie all’aggiunta di sostanze negli inchiostri e filigrane nelle carte, e quindi sarebbe utile poter organizzare degli archivi di vari campioni per riuscire a confrontare la sostanza oggetto di indagine. Quindi all’interno dell’approccio statico si considerano due tipi di elementi quali:

– come abbiamo detto si tratta di elementi non compatibili con il periodo storico della data del documento in esame; questi elementi saranno relativi alla come ad esempio l’osservazione della filigrana del logo e dell’intestazione al fine di poter capire a quale lotto temporale di produzione appartiene il foglio di carta (grazie a delle analisi ottiche e di fluorescenza della carta stessa). Elementi relativi ai dei quali si conosce il periodo di immissione sul mercato, come anche per quello che riguarda i componenti utilizzati nella produzione dell’.

– Elementi anacronistici: come abbiamo detto si tratta di elementi non compatibili con il periodo storico della data del documento in esame; questi elementi saranno relativi alla carta come ad esempio l’osservazione della filigrana del logo e dell’intestazione al fine di poter capire a quale lotto temporale di produzione appartiene il foglio di carta (grazie a delle analisi ottiche e di fluorescenza della carta stessa). Elementi relativi ai mezzi scrittori dei quali si conosce il periodo di immissione sul mercato, come anche per quello che riguarda i componenti utilizzati nella produzione dell’inchiostro.

Elementi di correlazione temporale: per cui è necessario osservare la sovrapposizione dei tratti inchiostrati sia tra loro che con elementi estranei, come ad esempio le piegature del foglio. Nel caso di sovrapposizione tra tratti inchiostrati si osserveranno i seguenti aspetti come la disposizione spaziale, la modalità di formazione del tratto inchiostrato, la natura del mezzo ricoprente e le caratteristiche cromatiche dello stesso. Per capire però la sequenza temporale con cui due tratti sono stati apposti sul documento in esame è necessario prendere in considerazione altre caratteristiche quali la struttura 3D dei solchi, le capacità migratorie degli inchiostri, la morfologia fine e le proprietà cromatiche della superficie dei tratti ma anche le proprietà di fluorescenza dei mezzi ricoprenti.

Approccio dinamico: prende in considerazione elementi quali, inchiostro e carta, le cui proprietà si modificano nel tempo, come espressione del grado di invecchiamento della scrittura. Nel caso dell’inchiostro si osservano i parametri chimico-fisici per osservare con la gas cromatografia la quantità di solvente ancora presente nel tratto inchiostrato al fine di dare la giusta apposizione temporale; oppure si osserva la composizione relativa ai componenti cromatici, infatti pigmenti e coloranti, presenti negli inchiostri stessi, con il passare del tempo alterano le loro proporzioni, modificandosi in modo continuo rispetto la formulazione iniziale. E’ possibile in più osservare la solubilità dell’inchiostro in solventi opportuni, che viene considerato come prova in processo. Quindi si capirà il tempo di deposizione dell’inchiostro sul supporto cartaceo in base al tipo di solvente usato. Se con un solvente blando reagisce una piccola percentuale di inchiostro allora questo è molto vecchio, cioè secco, viceversa se con un solvente blando reagisce una grossa quantità di inchiostro, questo sarà fresco e quindi deposto sul supporto cartaceo da poco tempo.

Fonte: “TECNICHE DI ELABORAZIONE D’IMMAGINI IN AMBITO FORENSE PER LA DISCRIMINAZIONE D’INCHIOSTRI” Tesi di Marco Perlo (Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali Corso di Studi in Informatica – Anno Accademico: 2007 – 2008 – Relazione di Tirocinio). Relatore: Prof. Nello Balossino, Co-relatore: Francesco Dellavalle.

Per informazioni sulle tecniche documentali di questo articolo o per consulenze merceologiche, perizie calligrafiche, perizia calligrafica su testamenti, perizia grafologica su lettere anonime, perizia calligrafa su firme chiamate lo 0532 869696 o il 335 6158695.