Archivi categoria: Falsificazione della firma

writing-1149962_640

Norme e direttive a cui attenersi nell’indagine delle firme autografe – Legge delle variazioni concomitanti

  • Le modificazioni volontarie del ritmo e della velocità per effetto della Legge grafica delle variazioni concomitanti, comporta modificazioni anche di molti altri parametri grafici.

Il celebre perito grafologo Bruno Vettorazzo chiarisce che: “non si possono paragonare due firme confrontandone semplicemente i parametri su un piano di normalità senza tener conto delle modificazioni persino radicali che esse possono subire in rapporto alle condizioni psicologiche del momento scrittorio. Si pensi alle variazioni che può subire la pressione in relazione all’emotività o alle distorsioni che può subire la forma in relazione alla velocita di stesura”[1]. Il Vettorazzo aggiunge che “in fatto di variazioni (ad esempio nella dissimulazione) i cambiamenti più facili riguardano naturalmente gli elementi grafici che più attirano l’attenzione, mentre più difficile è il cambiamento degli elementi accessori. Ne risulta che il valore espressivo dei tratti accessori è incomparabilmente maggiore di quello dei tratti principali”[2] (Legge grafica della direzione attentiva la quale chiarisce che “l’attenzione è attratta dagli elementi più rappresentativi: inizi di parola e soprattutto le maiuscole, le lettere lunghe, la grandezza, la larghezza, la posizione” (cfr. Vettorazzo, pag. 123).

  • Queste considerazioni sono utilissime nei casi di indagine peritale tesi alla ricerca dell’autore di una determinata sottoscrizione perché in rapporto alle modificazioni della velocità e del ritmo grafico operate durante la stesura delle firme in verifica, per effetto della legge sulle variazioni concomitanti, molti elementi grafici si modificano completamente. Mentre per effetto della legge sulla direzione attentiva, proprio le maiuscole e i tratti di inizio appaiono apparentemente difformi nel loro aspetto stilistico e formale.
  • Ad esempio, con l’aumento della velocità aumenta lo spazio tra le lettere, la pressione si diluisce lungo i tracciati grafici, i convolvoli e i gesti di involuzione grafica come gli accartocciamenti degli ovali, vengono quasi del tutto annullati e la scrittura di qualsiasi soggetto scrivente, appare perciò molto diversa da quella abituale.
  • Il perito grafologo Silvio Lena in un suo intervento sull’argomento annota che: “non si tratta quindi solo di un confronto tra aspetti della scrittura, ma di un confronto che tiene conto delle caratteristiche più personali, individualizzanti, peculiari di ogni scrittura. La loro modifica volontaria…comporta modificazioni concomitanti e la manifestazione dello sforzo necessario per andare contro le proprie abitudini scrittorie”[3].
  • Ciò nonostante, i segni coattivi ed individualizzanti della scrittura, nonostante la volontà di modificare i parametri della propria grafia, saranno comunque presenti in un certo numero all’interno dello scritto.
  • Potranno modificarsi efficacemente le forme, i punti di avvio della grafia, il ritmo e la velocità, ma i gesti minimi e fuggitivi, le caratteristiche dell’impronta personale, come ad esempio la natura dei collegamenti e certi gesti tipo, permarranno e saranno facilmente identificabili dall’esperto.

Tale metodologia non è naturalmente applicabile, se non solo in parte ai casi di falso per ricalco in cui la dinamica di falsificazione è del tutto diversa.

[1] Brani tratti da: GRAFOLOGIA E PERIZIA GRAFICA SU BASE GRAFOLOGICA – SILVIO LENA (Docente di grafologia delle consulenze presso l`Universita degli Studi di Urbino).

[2] B. Vettorazzo – “Grafologia Giudiziaria e Perizia grafica”, pag. 127 – Giuffrè editore 2004.

[3] Silvio Lena, ibidem.