Archivi categoria: Perizia grafologica forense

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Norme e direttive a cui attenersi nell’indagine delle firme autografe – Legge delle variazioni concomitanti

  • Le modificazioni volontarie del ritmo e della velocità per effetto della Legge grafica delle variazioni concomitanti, comporta modificazioni anche di molti altri parametri grafici.

Il celebre perito grafologo Bruno Vettorazzo chiarisce che: “non si possono paragonare due firme confrontandone semplicemente i parametri su un piano di normalità senza tener conto delle modificazioni persino radicali che esse possono subire in rapporto alle condizioni psicologiche del momento scrittorio. Si pensi alle variazioni che può subire la pressione in relazione all’emotività o alle distorsioni che può subire la forma in relazione alla velocita di stesura”[1]. Il Vettorazzo aggiunge che “in fatto di variazioni (ad esempio nella dissimulazione) i cambiamenti più facili riguardano naturalmente gli elementi grafici che più attirano l’attenzione, mentre più difficile è il cambiamento degli elementi accessori. Ne risulta che il valore espressivo dei tratti accessori è incomparabilmente maggiore di quello dei tratti principali”[2] (Legge grafica della direzione attentiva la quale chiarisce che “l’attenzione è attratta dagli elementi più rappresentativi: inizi di parola e soprattutto le maiuscole, le lettere lunghe, la grandezza, la larghezza, la posizione” (cfr. Vettorazzo, pag. 123).

  • Queste considerazioni sono utilissime nei casi di indagine peritale tesi alla ricerca dell’autore di una determinata sottoscrizione perché in rapporto alle modificazioni della velocità e del ritmo grafico operate durante la stesura delle firme in verifica, per effetto della legge sulle variazioni concomitanti, molti elementi grafici si modificano completamente. Mentre per effetto della legge sulla direzione attentiva, proprio le maiuscole e i tratti di inizio appaiono apparentemente difformi nel loro aspetto stilistico e formale.
  • Ad esempio, con l’aumento della velocità aumenta lo spazio tra le lettere, la pressione si diluisce lungo i tracciati grafici, i convolvoli e i gesti di involuzione grafica come gli accartocciamenti degli ovali, vengono quasi del tutto annullati e la scrittura di qualsiasi soggetto scrivente, appare perciò molto diversa da quella abituale.
  • Il perito grafologo Silvio Lena in un suo intervento sull’argomento annota che: “non si tratta quindi solo di un confronto tra aspetti della scrittura, ma di un confronto che tiene conto delle caratteristiche più personali, individualizzanti, peculiari di ogni scrittura. La loro modifica volontaria…comporta modificazioni concomitanti e la manifestazione dello sforzo necessario per andare contro le proprie abitudini scrittorie”[3].
  • Ciò nonostante, i segni coattivi ed individualizzanti della scrittura, nonostante la volontà di modificare i parametri della propria grafia, saranno comunque presenti in un certo numero all’interno dello scritto.
  • Potranno modificarsi efficacemente le forme, i punti di avvio della grafia, il ritmo e la velocità, ma i gesti minimi e fuggitivi, le caratteristiche dell’impronta personale, come ad esempio la natura dei collegamenti e certi gesti tipo, permarranno e saranno facilmente identificabili dall’esperto.

Tale metodologia non è naturalmente applicabile, se non solo in parte ai casi di falso per ricalco in cui la dinamica di falsificazione è del tutto diversa.

[1] Brani tratti da: GRAFOLOGIA E PERIZIA GRAFICA SU BASE GRAFOLOGICA – SILVIO LENA (Docente di grafologia delle consulenze presso l`Universita degli Studi di Urbino).

[2] B. Vettorazzo – “Grafologia Giudiziaria e Perizia grafica”, pag. 127 – Giuffrè editore 2004.

[3] Silvio Lena, ibidem.

Falsificazioni e contraffazioni in perizia grafica. Cosa fa il perito calligrafo?

Questo articolo sul tema “Falsificazioni e contraffazioni in scrittura” presenta l’operato professionale del perito calligrafo che lavora sulle scritture. Falsificazioni e contraffazioni in perizia grafica. Cosa fa il perito calligrafo?

TESTAMENTI – ASSEGNI, SCRITTURE PRIVATE, LETTERE ANONIME…

inchiostroIn questo articolo, apparso su un periodico trentino di salute e benessere nel 2004 tratteremo un argomento importante per tutti coloro che per professione o per interesse hanno a che fare con i vari tipi di falsi in scritture. Sintetizzeremo in queste poche righe le numerose casistiche di contraffazioni possibili nelle scritture con qualche esempio grafico esplicativo.

Innanzitutto che cosa si intende per falso scritturale in GRAFOLOGIA PERITALE O GIUDIZIARIA? Che cos’è una consulenza peritale su scritture?

La consulenza peritale riguarda lo studio e l’analisi comparativa di scritti e il rilevamento di falsi o contraffazioni su assegni, testamenti, manoscritti, titoli di credito, contratti, scritture private oltre all’individuazione di autori di eventuali scritti anonimi. E’ svolta dal perito grafologo il quale redige una relazione chiamata perizia grafologica o perizia calligrafica.

Sono necessari degli esperti in questo campo di indagine perché non è possibile giudicare sulla autenticità di uno scritto ad occhio nudo (ictu oculi) perché più spesso di quanto si pensi i falsari riescono a produrre firme o scritture esattamente identiche alle originali.

E’ stato infatti verificato che è possibile l’imitazione perfetta. Un perito grafologo dopo un lungo periodo di esercitazione sul movimento (il ductus), il ritmo, l’erogazione pressoria e altri indici grafologici, è riuscito a riprodurre perfettamente la firma di un altro soggetto.

Questo suggerisce a tutti coloro che si occupano di perizie su scritture di prestare particolare attenzione agli elementi minimi, in grafologia detti tratti parassitari, o gesti fuggitivi, a quegli elementi grafici che sfuggono all’eventuale attenzione del falsario e che sono rilevanti al fine del giudizio attributivo di identità o non identità di mano.

Le tecniche di falsificazione oggi sono numerosissime, specialmente dopo l’avvento dell’era dei computer e di quella digitale, perché le contraffazioni di firme su assegni, documenti, scritture private, testamenti, ecc. possono avvenire anche con l’ausilio di strumenti informatici.

Sarebbe troppo lungo elencare le varie tecniche di falsificazione e ci limiteremo perciò a dire che gli addetti ai lavori e cioè i periti grafologi o i consulenti tecnici d’ufficio (CTU iscritti in albi speciali presso i tribunali o le Camere di Commercio) e i consulenti tecnici di parte (CTP) talvolta possono trovarsi in serie difficoltà nello smascherare un eventuale contraffazione soprattutto se per la consulenza tecnica vengono forniti insufficienti scritture di comparazione, o se i documenti da periziare vengono rilasciati in fotocopia.

Per redigere una corretta perizia grafologica è indispensabile seguire una precisa metodologia peritale. E quello che prima di tutto è necessario guardare di una scrittura, sia nella fase della prima osservazione che in quella del confronto, è il gesto grafico nella sua totalità (ritmo, pressione, forma, movimento).

Vi sono differenti metodologie peritali. Noi vi parleremo del metodo grafico-grafologico italiano usato dalla maggior parte dei grafologi.

All’alba del suo cammino, la perizia grafica conosceva un unico metodo. Quello calligrafico che veniva impiegato per identificare falsi e contraffazioni nelle scritture. Erano i calligrafi ad occuparsi dell’indagine. Ma questi non erano esperti di scrittura ma solo scrivani che curavano l’esercizio della bella scrittura e l’estetica del gesto grafico. Erano esperti di composizioni letterarie, di libri e manoscritture, insegnanti di bella scrittura. Ora sono quasi completamente scomparsi, anche se qualcuno esiste ancora, soprattutto nel sud Italia.

I periti grafologi di oggi, gli esperti di gesto grafico con specifiche conoscenze di grafologia dinamica, hanno da sempre criticato l’attendibilità del lavoro dei calligrafi, perché questo teneva conto solo degli aspetti formali di una scrittura. In realtà l’analisi e la comparazione di scritti al fine del giudizio di identità è molto più complesso ed articolato.

Sono, come detto soprattutto gli aspetti sostanziali che debbono essere messi in luce: piccoli gesti, ganci, punteggiatura, puntini delle I, tratti aerei, gesti fuggitivi che sono quelli che maggiormente sfuggono al controllo cosciente e che un eventuale falsario non riuscirebbe ad imitare perfettamente.

Il metodo di indagine grafico-grafologico si differenzia dalle altre metodologie, per il fatto che da valenza alla eziologia, alle cause psicologiche e neurofisiologiche della personalità nell’intento di tracciare un quadro dinamico.

Noi sappiamo che in perizia grafologia peritale, per normativa e disposizione, non è possibile fare descrizioni di personalità. Nel momento in cui facciamo perizie grafiche non siamo abilitati a enuclearne aspetti psicologici.

Allora a che serve essere grafologi quando si redige una perizia grafica?

Il grafologo riesce ad avere cognizione approfondita della matrice neuropsicologica e sociale e persino delle interazioni che avvengono nell’ambito del gesto grafico. Egli può conoscere gli aspetti psicodinamici della personalità ma non li utilizza dal punto di vista peritale, ma solo nel confronto finale come conferma o smentita di quelle convinzioni che è andato facendosi nel corso dell’indagine.

Per realizzare una perizia fedele ed attendibile, oltre che corretta dal punto di vista metodologico, l’ideale sarebbe avere a disposizione molte scritture comparative. Purtroppo però questo non accade molto di frequente e il perito calligrafo è costretto a lavorare su pochi documenti di comparazione.

Spesso la difficoltà maggiore è quella di reperire idonei strumenti di comparazione sia per coevità, che per omogeneità.

Per Consulenze professionali su firme, testamenti olografi, lettere anonime, documenti chiamare: 0532 869696 o il 335 6158695.

Ecco i vari tipi di consulenza: perizia calligrafica, perizia grafologica, perizia grafica

In questo articolo vi presentiamo come il perito grafologo interviene nei vari tipi di consulenze che sono essenzialmente: la perizia calligrafica, la perizia grafica, la perizia grafologica. Ecco i vari tipi di consulenza: perizia calligrafica, perizia grafologica, perizia grafica.

La perizia grafologica o perizia calligrafica come più comunemente viene definita, è lo studio comparativo tra uno o più scritti contestati e le scritture autografe del soggetto o dei soggetti sospettati di esserne gli autori.
Nel corso dei decenni, alla luce dell’esperienza e dell’evoluzione della grafologia forense, sono state elaborate delle metodologie peritali per stabilire la paternità degli scritti in verifica attraverso il rilievo di elementi di natura probatoria, altamente individualizzanti e personali quali i parametri del ritmo grafico, della pressione e del gesto fuggitivo.

Il perito grafologo che indaga sugli scritti, analizza inoltre altri elementi di natura sostanziale quali i collegamenti, la dinamica dei tracciati grafici, la punteggiatura, gli ingombri spaziali, le pendenze, gli assetti sul rigo, ecc. al fine di giungere ad una conclusione di certezza o di probabilità attributiva.

Si impone però una precisazione, quella di stabilire la differenza che intercorre tra la grafologia tradizionale e la perizia grafologica. Una prima definizione che risponde ad hoc ai criteri di distinzione tra le due discipline che fanno parte della stessa scienza, è quella fornita dall’enciclopedia interattiva Wikipedia, la quale annota che: “…la grafologia si occupa della personalità del soggetto, mentre la perizia calligrafica è una comparazione scientifica di segni grafici allo scopo di stabilirne giudizialmente l’autenticità e la riconducibilità all’autore…”.

Alla perizia grafologica si ricorre frequentemente in ambito giudiziario per stabilire l’autenticità, la contraffazione o la paternità di scritti quali firme, documenti, lettere anonime, testamenti olografi.

Le metodologie peritali di redazione di una perizia grafica traggono origine dalle teorie scientifiche delle varie scuole. Molto diffusa è la metodologia italiana di Girolamo Moretti ma larga applicazione trovano anche le metodologie francesi e quella marchesaniana, quest’ultima in particolare per i suoi studi statistici applicati alla grafometria.

E’ opportuno però sottolineare che chi si occupa di grafologia peritale applica una pluralità di metodi che talvolta confluiscono e si integrano uno con l’altro. Questo dipende dalla natura del quesito e dallo studio che deve essere condotto sui campioni di scrittura da verificare.

Nella sua fase iniziale l’analisi grafologica peritale (perizia calligrafica) prevede l’espletamento di una serie di esami preliminari sugli inchiostri, la carta e i supporti scrittori. Questi rilievi, detti anche merceologici, sono necessari al fine di escludere fin dal principio eventuali manomissioni e contraffazioni dovute a operazioni meccaniche, le quali possono invalidare l’efficacia di un atto pubblico o privato, di un testamento, di un contratto, ecc.

Gli esami merceologici o strumentali possono far emergere eventuali contraffazioni e manomissioni dei documenti attraverso scolorinature, cancellazioni, abrasioni, collage o fotoritocchi con programmi di grafica al fine di riprodurre imitazioni per ricalco, per trasparenza, per interpolazione, trasposizione, cancellatura e ritocco ad hoc di parti scritte successivamente alla prima compilazione. Si può ad esempio stabilire se una scrittura è stata vergata con più attrezzi scrittori o in epoche diverse, le varie caratteristiche degli inchiostri, dei tipi di carte, ecc..

Ed ecco i vari tipi di consulenza grafologica giudiziaria:

Accertamenti su firme, testamenti olografi, lettere anonime, documenti manoscritti, contraffatti o alterati, Grafopatologia e incapacità di intendere e volere, Documentoscopia ed esami merceologici di carte e inchiostri, Datazione di documenti manoscritti con esame chimico degli inchiostri, Sovrapponibilità dei tratti con olografia conoscopica, Rilevazione di solchi ciechi in scritture cancellate, Esami grafologici documentali con ultravioletto, infrarosso, luce radente, Scansione di documenti ad alta definizione, digitalizzazione macrofotografie e dettagli grafici da esibire in giudizio, Difese tecniche di parte attrice e convenuta, Perizie grafologiche documentali, Controdeduzioni a perizie d’ufficio, Operazioni peritali, servizi fotografici e trasferte.

Alcuni dettagli sui vari tipi di consulenza:

Consulenza verbale (parere verbale): espresso verbalmente dopo l’espletamento dei rilievi peritali sulle scritture contestate e sulle comparative. Indicato per orientare il committente nella strategia difensiva da adottare o per ottenere un primo parere sui margini esistenti per l’inizio di un eventuale causa che debba sostenere l’autenticità o l’apocrifia di una scrittura.
Consulenza sintetica (non motivata): breve relazione scritta con le conclusioni peritali a cui è giunto il perito dopo l’espletamento delle indagini sulle scritture contestate e le comparative di raffronto.
Consulenza o parere motivato: relazione tecnica più articolata che prevede una sintetica descrizione delle indagini svolte e le conclusioni peritali a cui è giunto il consulente esperto in grafologia giudiziaria, unitamente alle motivazioni tecniche, grafologiche o extragrafologiche a sostegno della tesi di autenticità o di apocrifia.
Perizia pro-veritate: con questo termine vengono designate in genere le perizie realizzate prima dell’inizio della causa redatte per dimostrare una determinata conclusione peritale (autenticità o apocrifia dei documenti in verifica).
Perizia stragiudiziale (prima della causa): consulenza o relazione tecnica realizzata da un esperto in grafologia giudiziaria per conto di studi legali, aziende, agenzie investigative, enti o privati prima dell’inizio di una causa. Può essere la tappa successiva alla consulenza verbale o sintetica che ha stabilito l’apocrifia o l’autenticità delle scritture in verifica.
Perizia calligrafica o Consulenza tecnica grafologica: relazione redatta dal consulente tecnico che stabilisce la paternità di uno scritto contestato (firma, testamento olografo, lettera anonima, ecc.) attraverso il confronto fra le grafie in verifica e le comparative. Questa consulenza è corredata da dimostrazioni e illustrazioni a sostegno della conclusione di autenticità o di apocrifia a cui è giunto il perito. E’ generalmente divisa in 5 parti:

1) Esposizione del quesito, descrizione del caso e della metodologia adottata nel corso dell’indagine peritale.
2) Rilievi strumentali e documentali (su carta, inchiostri, ecc.). Solo in presenza di documenti originali.
3) Esame e descrizione delle scritture in verifica e delle comparative.
4) Confronto tra scritture contestate e comparative.
5) Conclusioni peritali.

A cura di Giuseppe Amico (Consulente e perito grafologo ai sensi della Legge n. 04/2013).
Autore di: “Grafologia, analizzare i segni della scrittura per…” (Bruno editore Roma 2010)