Tecniche documentali usate in grafologia forense

By | 10 novembre 2014

5Nell’articolo che segue vi proponiamo le Tecniche documentali usate in grafologia forense. E’ un brano di una tesi di diploma di Marco Perlo tenuta nel 2007-2008.

Un documento mostra numerose informazioni in parte da attribuire alle caratteristiche merceologiche dei materiali che lo compongono, in parte da attribuire alla soggettività dell’autore e in parte da ricondurre alle tecniche dei mezzi impiegati per la sua realizzazione. La componente manoscritta del documento, testo o firme, permette un’identificazione delle informazioni della soggettività dell’autore. L’approccio analitico invece permette di prendere in considerazione la natura dei principali componenti quali carta e inchiostri o di qualsiasi altra evidenza, anche in traccia, rilevabile sul documento stesso, al fine di trarre informazioni relative alle caratteristiche merceologiche e alla sua modalità di realizzazione. Da ciò è possibile derivare un giudizio sull’omogeneità del documento e trarne la congruità di questo con le presunte date o fonti di origine.

L’insieme delle indagini che prendono in considerazione tutti gli aspetti di un documento viene definito nei paesi anglosassoni con il termineQuestioned Documents Examination ad indicare tutto il campo dell’analisi grafica, non solo della scrittura. L’esame di un documento è pertanto la verifica dei seguenti punti:

 – Identificazione di firme, manoscritti, dattiloscritti e stampati;

– Distinzione tra imitazione fraudolenta e documento genuino;

– Evidenziazione di parti aggiunte o sostituzioni al documento;

– Recupero e interpretazioni di parti di documento cancellate o mascherate;

– Verifica della congruità tra invecchiamento del documento e data riportata sullo stesso.

 Una regola fondamentale a spiegazione di queste tecniche di analisi è la Frey Rule del 1923 la quale stabilisce che “condizione indispensabile perché i risultati ottenuti dall’applicazione di una tecnica analitica costituiscano una prova valida è che il principio scientifico alla base della tecnica stessa sia sufficientemente consolidato da essere generalmente accettato nei particolari ambienti scientifici ai quali si riferisce”.

Nello specifico la caratterizzazione dei tratti inchiostrati di un documento ha una duplice finalità: da un lato definizione dei materiali impiegati per la produzione delle scritture, dall’altro la loro collocazione temporale. Quindi esistono due tipi di approcci al problema:

Approccio statico: si basa sulla ricerca di elementi non legati agli aspetti temporali quindi si prendono in considerazione parametri che rimangono invariati dal momento della produzione della scrittura e consentono quindi di stabilire una correlazione temporale tra le diverse parti che compongono il documento. Un esempio possono essere le scritte prodotte mediante l’impiego di mezzi scrittori o tipi di carta che, alla data presunta di produzione del documento, non risultavano ancora disponibili in commercio.

I fabbricanti di carta e inchiostri dovrebbero pertanto marcare, anno per anno, i loro prodotti in modo specifico grazie all’aggiunta di sostanze negli inchiostri e filigrane nelle carte, e quindi sarebbe utile poter organizzare degli archivi di vari campioni per riuscire a confrontare la sostanza oggetto di indagine. Quindi all’interno dell’approccio statico si considerano due tipi di elementi quali:

– come abbiamo detto si tratta di elementi non compatibili con il periodo storico della data del documento in esame; questi elementi saranno relativi alla come ad esempio l’osservazione della filigrana del logo e dell’intestazione al fine di poter capire a quale lotto temporale di produzione appartiene il foglio di carta (grazie a delle analisi ottiche e di fluorescenza della carta stessa). Elementi relativi ai dei quali si conosce il periodo di immissione sul mercato, come anche per quello che riguarda i componenti utilizzati nella produzione dell’.

– Elementi anacronistici: come abbiamo detto si tratta di elementi non compatibili con il periodo storico della data del documento in esame; questi elementi saranno relativi alla carta come ad esempio l’osservazione della filigrana del logo e dell’intestazione al fine di poter capire a quale lotto temporale di produzione appartiene il foglio di carta (grazie a delle analisi ottiche e di fluorescenza della carta stessa). Elementi relativi ai mezzi scrittori dei quali si conosce il periodo di immissione sul mercato, come anche per quello che riguarda i componenti utilizzati nella produzione dell’inchiostro.

Elementi di correlazione temporale: per cui è necessario osservare la sovrapposizione dei tratti inchiostrati sia tra loro che con elementi estranei, come ad esempio le piegature del foglio. Nel caso di sovrapposizione tra tratti inchiostrati si osserveranno i seguenti aspetti come la disposizione spaziale, la modalità di formazione del tratto inchiostrato, la natura del mezzo ricoprente e le caratteristiche cromatiche dello stesso. Per capire però la sequenza temporale con cui due tratti sono stati apposti sul documento in esame è necessario prendere in considerazione altre caratteristiche quali la struttura 3D dei solchi, le capacità migratorie degli inchiostri, la morfologia fine e le proprietà cromatiche della superficie dei tratti ma anche le proprietà di fluorescenza dei mezzi ricoprenti.

Approccio dinamico: prende in considerazione elementi quali, inchiostro e carta, le cui proprietà si modificano nel tempo, come espressione del grado di invecchiamento della scrittura. Nel caso dell’inchiostro si osservano i parametri chimico-fisici per osservare con la gas cromatografia la quantità di solvente ancora presente nel tratto inchiostrato al fine di dare la giusta apposizione temporale; oppure si osserva la composizione relativa ai componenti cromatici, infatti pigmenti e coloranti, presenti negli inchiostri stessi, con il passare del tempo alterano le loro proporzioni, modificandosi in modo continuo rispetto la formulazione iniziale. E’ possibile in più osservare la solubilità dell’inchiostro in solventi opportuni, che viene considerato come prova in processo. Quindi si capirà il tempo di deposizione dell’inchiostro sul supporto cartaceo in base al tipo di solvente usato. Se con un solvente blando reagisce una piccola percentuale di inchiostro allora questo è molto vecchio, cioè secco, viceversa se con un solvente blando reagisce una grossa quantità di inchiostro, questo sarà fresco e quindi deposto sul supporto cartaceo da poco tempo.

Fonte: “TECNICHE DI ELABORAZIONE D’IMMAGINI IN AMBITO FORENSE PER LA DISCRIMINAZIONE D’INCHIOSTRI” Tesi di Marco Perlo (Facoltà di Scienze Matematiche Fisiche e Naturali Corso di Studi in Informatica – Anno Accademico: 2007 – 2008 – Relazione di Tirocinio). Relatore: Prof. Nello Balossino, Co-relatore: Francesco Dellavalle.

Per informazioni sulle tecniche documentali di questo articolo o per consulenze merceologiche, perizie calligrafiche, perizia calligrafica su testamenti, perizia grafologica su lettere anonime, perizia calligrafa su firme chiamate lo 0532 869696 o il 335 6158695.

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