Datazione degli inchiostri

di | 16 Marzo 2021

Datazione degli inchiostri e sequenza temporale dei tratti grafici

PRECISAZIONI TECNICHE FORENSI SU UN CASO

In questo articolo desideriamo presentare ai lettori alcune questioni sorte nel corso di una consulenza tecnica di parte in cui sono stato coinvolto come CTP.

Lo studio legale che mi ha interpellato mi chiese se era possibile stabilire se una firma era stata apposta prima o dopo rispetto al testo (documento redatto probabilmente con stampante laser e firmato con penna a sfera).

Il caso non presentava alcuna intersecazione tra qualche tratto della firma e il testo sembrava prodotto da stampante laser.

Fino a qualche tempo prima, casi del genere non potevano essere risolti in quanto mancavano i presupposti di natura tecnica per questo specifico esame.

A questo proposito ho interpellato un tecnico forense specializzato in optometria il quale mi ha risposto che se si fosse trattato di penna a sfera (anche nera) e Toner il caso era risolvibile brillantemente e a questo scopo mi aveva allegato un abstract di un caso proposto in un seminario nel settembre 2013 in Brasile.

Il quesito del giudice chiedeva però ai consulenti di esprimersi anche riguardo all’attrezzo scrittorio usato, ovvero se la sottoscrizione in verifica era stata apposta con la stessa penna rispetto ad altre tre firme su altri documenti.

Anche questo quesito può trovare risposta – cito quanto riferito dal tecnico – utilizzando tre differenti metodiche:

  1. a) operando in microscopia ottica in modalità multispettrale;
  2. b) se non dovesse bastare, mediante l’impiego di una ruota porta filtri interferenziali (che mettono in evidenza effetti di luminescenza dei pigmenti contenuti negli inchiostri e se non sono del medesimo tipo, cambia questo valore di luminescenza):
  3. c) operando in spettrofotometria in riflettanza diffusa;

Anche in questo caso mi aveva allegato una brochure riassuntiva riguardo ai vari strumenti indicati.

Datazione degli inchiostri

Ho posto poi un ultimo quesito relativo alla datazione degli inchiostri e mi è stato riferito riguardava delle sottoscrizioni firmati in giorni consequenziali. Il tecnico forense ha annotato che:

– la tecnica è parzialmente distruttiva

– si può eseguire solo su inchiostri generati da penne a sfera (tipo Bic)

– fatti fermi i due punti di cui sopra, si può tentare di stabilire se dette firme risalgono “grosso modo” alla data apparente che ha indicato il Giudice.

Infine ha sottolineato che non era possibile stabilire anche il mese, ne tantomeno il giorno.

Fatte queste debite premesse ho inoltre sentito un chimico per l’esame sopra descritto: Ecco la conversazione intercorsa tra me e il tecnico:

Gent.mo

Quello che le presento oggi è un caso prospettatomi da un avvocato la richiesta di un giudice il quale ha già disposto perizia per la datazione di quattro sottoscrizioni, che, stando alla data stampata sui documenti sono di giorni consequenziali. Il quesito chiede di datare queste scritture realizzate – a detta dell’avvocato – con penna biro.

Dalle notizie raccolte mi sembra di aver capito che il range di tempo che deve trascorrere per la datazione è di almeno 6 mesi. In questo caso è di quasi di due anni.

So anche che è impossibile datare il giorno e persino il mese e che i risultati emersi dall’esame sono di probabilità più o meno alta a seconda dei campioni di inchiostro prelevati.

Oltre all’esame di datazione inchiostri il giudice chiede anche di individuare i diversi inchiostri degli strumenti scrittori e la sequenza temporale dei grafismi che farebbe un tecnico forense preposto.

Detto questo vorrei sapere se sono corrette le affermazioni riguardo alla datazione delle scritture che ho esposto poco sopra e se dovendo svolgere gli esami lei potrebbe farli anche in trasferta o è necessario avere i documenti presso il suo studio.

Ed ecco la risposta:

Come giustamente Lei ha già rilevato, il metodo di datazione, basato sull’estraibilità degli inchiostri, non possiede un’elevata precisione.

Ne deriva che la possibilità di discriminare temporalmente la data di apposizione di un inchiostro rispetto a quella di un altro deve essere limitata a circa un anno.

Se la data apparente rispetto a quella ipotizzabile supera questo intervallo, allora vi è la concreta possibilità di individuare delle differenze sostanziali nel processo d’invecchiamento degli inchiostri.

Il tecnico forense precisava che quasi certamente, essendo stato nominato un CTU, l’esame in questione avrebbe dovuto svolgersi presso lo studio del CTU.

Infine un’ultima precisazione. Nel nostro caso di scritture vergate in giorni consequenziali se si fosse effettuata l’analisi per la datazione, il risultato sarebbe stato che tutte e due le firme indagate erano dello stesso periodo. Certo non si sarebbe potuti essere precisi riguardo al giorno e nemmeno al mese ma il giudizio conclusivo poteva essere che con buona probabilità esse sono state apposte entrambe nel primo semestre dell’anno indicato negli atti di causa.

Il tecnico precisava che risulterebbero dello stesso periodo, ammesso che entrambe siano state redatte con penna biro.

Ed inoltre precisava che altri tipi di penne a sfera (es. roller, gel etc.) possono essere molto facilmente scambiate per biro, e non sono databili. Occorre pertanto eseguire un’osservazione in microscopia ottica preliminare e non è cosa banale individuare il mezzo scrittorio.

Comunque è possibile osservare ad una differenza temporale se la data di reale apposizione di una delle due manoscritture fosse alquanto diversa rispetto alla data apparente.

Datazione degli inchiostri: articolo scritto da Giuseppe Amico (Consulente Grafologo ai sensi della Legge n.04/2013. Contatti: www.peritocalligrafico.it

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